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05 Settembre

TECNICHE INNOVATIVE DI RESTAURO

Impiego di materiali a matrice polimerica fibrorinforzati


Uno dei problemi più rilevanti nelle opere di  restauro di edifici storici è senza dubbio quello inerente l’incremento delle prestazioni meccaniche delle strutture portanti con tecniche e materiali poco invasivi.

Negli ultimi tempi si è sviluppata sempre di più la tecnica di consolidamento che prevede  l’impiego di materiali compositi a matrice polimerica, denominati più comunemente FRP. Questi materiali, costituiti da due componenti, ovvero da una matrice organica e da fibre ad elevate prestazioni, garantiscono l’incremento della resistenza delle strutture sulle quali si applicano ed al contempo anche un contenimento delle deformazioni. Nei compositi fibrorinforzati le fibre svolgono il ruolo di elementi portanti sia in termini di resistenza che di rigidezza, mentre la matrice, oltre a proteggere le fibre, funge da elemento di trasferimento degli sforzi tra le fibre e tra queste ultime e l’elemento strutturale a cui il composito è stato applicato.

La matrice è generalmente a base di resine epossidiche; per miscelazione con un opportuno reagente esse polimerizzano fino a diventare un materiale solido vetroso. I rinforzi sono generalmente costituiti da fibre di carbonio o fibre di vetro o fibre di basalto o fibre metalliche.

Il meccanismo resistente sarà garantito dalla corretta applicazione degli stessi al supporto. Una cattiva applicazione non garantirebbe il corretto trasferimento degli sforzi e pertanto manderebbe in crisi il sistema resistente provocando il distacco dei materiali dal supporto.

Oltre agli evidenti vantaggi inerenti la versatilità di applicazione e la facilità di installazione su qualsiasi supporto, l’impiego di FRP negli interventi di restauro e consolidamento consente di ottenere anche dei risparmi in termini economici.



Giulio Rulli